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I GHETTI PER I ROM

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Descrizione

ROMA, VIA DI SALONE 323SOCIOANALISI NARRATIVA DI UN CAMPO ROMPOSTFAZIONE DI CARLO DE ANGELIS Questo libro non parla dei Rom. Si è creato, nel campo di via di Salone, uno spazio di parola collettivo, affinché i Rom che lo volevano potessero raccontare ciò che lo Stato italiano e le amministrazioni comunali stanno costruendo per loro: una nuova istituzione, definita eufemisticamente “Villaggio dell’accoglienza edella solidarietà”. Questi moderni campi per i Rom presentano, seppure con le ovvie differenze, una stringente analogia con il ghetto per gli Ebrei voluto nel 1500 dalla Repubblica di Venezia: ai Rom oggi, come agli Ebrei allora, è fatto obbligo di risiedere all’interno del ghetto. Lo spazio, oggi come allora, è “perimetrato e sorvegliato” permanentemente. Le regole per entrare ed uscire, oggi come allora, sono decise dalle autorità che lo istituiscono. I Cattaveri di allora vengono sostituiti da nuove figure di controllo e di gestione del campo. Oggi come allora, il ghetto è predisposto per un “gruppo etnico” la cui unica colpa sociale è quella di essere ritenuto, con varie motivazioni, indesiderato. Il ghetto, quindi, come istituzione, sembra essere, oggi come allora, il prodotto di un pregiudizio etnico. Dal canto loro, gli operatori che vi svolgono attività di mediazione culturale e segretariato sociale hanno fatto emergere il conflitto, che essi vivono e denunciano, fra il loro lavoro con i Rom, che richiede la costruzione di relazioni paritarie e un’interazione sociale ampia, e l’istituzionalizzazione nel ghetto, che comporta l’isolamento dei Rom e la perdita della loro autonomia di vita. NICOLA VALENTINO è direttore artistico dell’Archivio di scritture scrizioni e arte irritata di Sensibili alle foglie. In questa collana ha pubblicato: Istituzioni post-manicomiali, nel 2005; Pannoloni verdi, nel 2006 e Barelle, nel 2008.CARLO DE ANGELIS è presidente per il Lazio del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza.




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