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L'AMBASCIATRICE DEI DRAGHI
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LA TESTA DELL'IDRA

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Descrizione

La cronaca narra che una bambina di dodici anni venne rapita “per sbaglio” da un balordo, il quale supponeva la famiglia molto più facoltosa di quanto in realtà fosse. Egli trovò ugualmente il modo di “far fruttare” il rapimento: chiuse la bambina in un cunicolo oscuro e la “vendette” a giovani e vecchi, poveri e ricchi, potenti e meno potenti, notabili e mediocri. Nessuno o quasi poté dirsi innocente: chi abusò della bambina, chi seppe e rimase in silenzio. L’omertà non cessò nemmeno quando l’uomo che aveva rapito la bimba e che gestiva il turpe commercio venne ucciso in un conflitto a fuoco con i carabinieri mentre forzava un posto di blocco. Silvia rimase prigioniera in quella che già da viva era stata la sua tomba e morì di fame, di sete, di freddo, abbandonata in quel luogo che decine di uomini conoscevano e laddove avevano approfittato della sua infanzia. Tutti sapevano, tutti avrebbero potuto salvarla.  

Basato su una storia vera, benché qui romanzata, questo libro racconta come l’indifferenza sociale nasconda spesso interessi indicibili e invita tutti a riflettere sull’ambigua e impalpabile frontiera che la congiunge al crimine, rendendola complice di atroci violenze.

Il libro è dedicato a Maria Teresa Novara, vittima innocente di pedofili e "gente perbene".

Prefazione di Nino Marazzita

Introduzione di Patrizia Di Carlo  

Marilina Veca, giornalista, ha lavorato nel settore relazioni internazionali di varie istituzioni e ha pubblicato numerosi libri. Fra i più recenti: Kosovo e Metohija, il ritorno impossibile, Filip Vjesnic’, Belgrado 2007, Cuore di lupo, KriSanka Misao, Belgrado 2009, Sette volte sette, Kimerik, Messina 2010.    






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