Cerca:
Login: Password: Registrati
Ricorda password
Home page
Registrati
Profilo utente
I tuoi ordini
Il tuo carrello
Termini e condizioni
Offerte
Novità
CONTATTI
INCONTRI SENSIBILI
RETE DI SENSIBILI ALLE FOGLIE

Altre Culture
Analisi istituzionale
Cantieri di socianalisi narrativa
Diversamente abili
Fantascienza
Fantasy
Immigrazione
Istituzioni totali
L'evasione possibile
Lutto
Malattia
Narrativa sociale
Pedagogia
Poesia
Progetto memoria
Psichiatria critica
Ricerca sociale
Scenari di guerra
scuola
Servizio sociale
Stati modificati di coscienza
Storie di vita

L'AMBASCIATRICE DEI DRAGHI
Dettagli € 23,00

IL CARCERE DISCARICA


Prezzo*: € 13,00 Inserisci nel carrello  Inserisci nel carrello

*Il prezzo si intende IVA inclusa

Descrizione

La sicurezza è il valore che ha aperto la strada allo smantellamento dello stato sociale. Ed è anche il valore che ha contribuito alla formazione della stato social-penale, basato sulla tolleranza zero. Le strategie di quest’ultima hanno generato sentimenti di odio, di rancore e di violenza nei confronti dei diversi con il conseguente effetto dell’incarcerazione di massa. Uno degli elementi peculiari dell’incarcerazione di massa consiste nel fatto che il carcere è diventato un’istituzione deputata alla gestione dei rifiuti sociali. Questo tipo di carcere non promette alcuna trasformazione dei detenuti mediante l’aiuto sociale, il trattamento rieducativo o la terapia. Accanto alle carceri, le quali continuano a svolgere il controllo social-penale, vi sono istituzioni più repressive: i campi d’internamento per immigrati clandestini. In questi ultimi regna il dominio totalitario in quanto l’ordinamento giuridico dei diritti è integralmente sospeso. Ne consegue che nei campi, i quali non sono altro che spazi di eccezione, “tutto è possibile”, tutto è permesso. Nello stato sicuritario e di eccezione l’intervento del lavoro sociale, dei servizi della psico-pedagogia penitenziaria, dei servizi socio-assistenziali territoriali, basato sull’ideale del reinserimento, non ha più senso. Nel contempo le professioni di aiuto corrono il rischio di diventare “un’antenna dei servizi di polizia e un’appendice dell’istituzione giudiziaria”.




Torna alla homepage




PIVA: 03917011003 | Uso dei cookies