STANZE DI RIFLESSIONE SULLA VITA E SULLA MORTE

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Autore: Sergio Starace

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Un libro per anime assetate di senso

“Nel momento in cui ho assunto la deliberazione di collocarmi di fronte al tema della morte, ne ho avvertito immediatamente l’immensa vastità, l’insopportabile peso e, sgomento, ho avuto la fortissima tentazione di arretrare; ciò non mi è stato però concesso dalla mia anima la quale, indubitabilmente, sente un insopprimibile bisogno di porre in essere un confronto puntuale con quell’attimo che è l’estremo limitare della nostra vita, bisogno spontaneamente da lei germogliato e consegnatomi come un imperativo categorico esistenziale. Non potendomi più sottrarre a tale compito, mi sono con sincera umiltà chiesto: “Cosa posso mai dire io sulla morte che non sia già stato detto da tutti coloro (pensatori, artisti, romanzieri, poeti) che mi hanno preceduto?”. Ho allora provato una sincera vergogna davanti a quella che mi sembrava essere una grande presunzione. Nemmeno la sincerità di questo mio vissuto ha però convinto la mia anima a sciogliermi dal vincolo a cui mi aveva legato. A questo punto ho pensato che la sola via d’uscita che mi restava fosse quella di raccontare il mio vissuto personale della morte. Se infatti è vero, com’è vero, che ogni uomo è un universo esistenziale assolutamente unico e irripetibile, ancorché declinantesi all’interno di coordinate ontologiche universali, il mio collocarmi di fronte alla morte darà vita a una diade dialogica altrettanto unica e irripetibile. Sulla scorta di questa convinzione e sentendomi, per così dire, autorizzato a far ciò dai grandi esempi offertimi da Montaigne, Pascal, Kierkegaard, ho allora deciso di sostanziare il mio lavoro, riportando il contenuto del dialogo che intesso con la morte da quando avevo l’età di otto anni. Al lettore chiedo infine d’incamminarsi lungo questo percorso, portando nel suo bagaglio una buona dose di indulgenza e benevolenza nei miei confronti”. (Dalla premessa dell’Autore)

 

Sergio Starace è nato a Lecce nel 1952. Laureatosi in Pedagogia (indirizzo psicologico), si è poi specializzato in Psicoterapia e in Ipnosi Medica. Ha ricoperto per ventuno anni la cattedra di Ordinario di Filosofia e Storia presso diversi licei della provincia di Lecce. Ha pubblicato: I Cantautori contemporanei alla luce della Psicologia del profondo, Nuovi Orientamenti, 1987; “Arte, comunicazione e trasformazione”, Estratto da Studi e Ricerche n. 4, Istituto di Psicologia Sociologia Igiene, Università di Lecce, 1984; “La scuola tra ontologia e storia”, Estratto Annuario 1997-98, Liceo Ginnasio di Stato “G. Palmieri”, Conte Editore, Lecce 1998; Anarchismo e psicologia del profondo, Sensibili alle foglie, 2013.

Scheda tecnica

Formato
14X21 cm
Pagine
272
ISBN
978-88-32043-46-4
Prima edizione
2020

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