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LA GUERRA CHE FINGIAMO NON CI SIA


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Descrizione


MARIA RITA PRETTE 


LA GUERRA 

CHE FINGIAMO NON CI SIA



All’inizio degli anni novanta del Novecento si è dato avvio a una guerra di cui non conosciamo i paradigmi, caratterizzata dall’asimmetria. Un’istituzione che si è nominata in modi diversi e che si avvale di strumenti tecnologici così avanzati da permettere, per la prima volta nella storia dell’umanità, di sedere in una stanza simile alle sale per videogiochi, e con un clic uccidere persone dall’altra parte del pianeta. Un’istituzione che, privatizzandosi, si è trasformata in un’attività produttiva e commerciale, e in quanto tale viene alimentata, esportata e resa permanente. Contemporaneamente i corpi delle persone in carne ed ossa che sotto le bombe perdono ogni giorno la vita vengono rimossi dalla coscienza collettiva, come se non facessero parte della specie umana. Gettare uno sguardo sui dispositivi di queste nuove forme della guerra può rendere i cittadini maggiormente consapevoli delle scelte che i governi e gli Stati stanno facendo in loro nome. E forse, chissà, indurli a smettere di fingere che questa guerra non ci sia.



Maria Rita Prette è curatrice del Progetto Memoria e dei suoi cinque volumi. Per Sensibili alle foglie ha pubblicato anche, nel 2001, Mag4 e Mag6, il denaro come se la gente contasse qualcosa; nel 2003, Bambini in Palestina; nel 2012, 41 bis: il carcere di cui non si parlae, con Renato Curcio e Nicola Valentino, La socioanalisi narrativa; nel 2017, Tortura, una pratica indicibile.




ISBN 978-88-32043-03-7

formato 11,50x20 cm

p. 152

 

 

 

Qui l'invito alla lettura di Carmine Fiorillo:

http://blog.petiteplaisance.it/maria-rita-prette-la-guerra-che-fingiamo-non-ci-sia-il-capitalismo-meglio-se-bianco-e-ricco-puo-impunemente-compiere-atti-di-guerra-sono-semplicemente-crimini-e-se-guardiamo/


 



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