L'UOMO SCONFINATO

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Autore: Rainer Funk

A cura di Diana Battisti

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Perché una vita senza limiti non rende liberi, bensì schiavi

Viviamo in un mondo senza limiti: possiamo coprire in poche ore distanze che ancora pochi decenni fa comportavano viaggi lunghi diversi giorni, spingendo un pulsante possiamo accedere a informazioni che un tempo si ottenevano con difficoltà, regole e convenzioni che per i nostri genitori/antenati erano ancora legge sono oggetto di libere intese. Ciò che finora sembrava impossibile per via delle limitazioni del mondo reale, si conquista un posto nell’esistenza per mezzo di simulazioni e virtualità. Dunque perché non eliminare anche i confini della nostra personalità, la limitatezza del nostro pensare, volere e sentire? Il desiderio contemporaneo di sconfinamento punta a una vita senza regole, misure né rispetto dei limiti. Per ottenere questa nuova qualità della libertà, l’uomo sconfinato ricorre a un “doping” dell’anima. Questo è il tema sviluppato da Rainer Funk nel solco della psicologia sociale di Erich Fromm. Non solo egli descrive i processi di sconfinamento nel mondo dell’economia, del lavoro e nella società, ma mostra anche le conseguenze psicologiche di tale debordamento della personalità. Emerge che un desiderio di sconfinamento, eliminando o rinnegando tutto ciò che ha dei limiti, conduce sì - come l’utilizzo di stupefacenti - a un’accresciuta esperienza soggettiva di libertà; ciò avviene però al costo di maggiori dipendenze. Chi vuol essere libero di vivere una vita attiva e autonoma ha bisogno di limiti e si deve misurare coi limiti. Nei due capitoli finali si chiarisce cosa questo significhi dal punto di vista della psicologia dello sviluppo e dell’educazione.

Rainer Funk (1943) esercita la professione di psicoanalista a Tubinga. Ha svolto il proprio dottorato di ricerca sulla psicologia sociale e sull’etica di Erich Fromm, è stato il suo ultimo assistente ed è depositario dei suoi diritti letterari e suo esecutore testamentario. Accanto alla curatela degli scritti di Fromm (tra cui l’edizione completa in dodici volumi) e a numerosi contributi su Fromm, Funk scrive soprattutto di problematiche psicoanalitiche e socio-psicologiche della contemporaneità. Questa è la prima traduzione in italiano di una sua monografia.

Diana Battisti (1981) ha conseguito il Dottorato Internazionale in Studi-Italo-Tedeschi. Nel 2014 ha vinto una borsa di studio post-doc presso la Fondazione Cini di Venezia per lavorare in sede su di un progetto incentrato sul Fondo Geiger. Ha tradotto e curato il carteggio tra Benno Geiger e Stefan Zweig, uscito nel 2018 sotto il titolo «Non mi puoi cancellare dalla tua memoria». Lettere 1904-1939 per Marsilio Editori. Oltre alle traduzioni, scrive recensioni e continua ad occuparsi di critica letteraria collaborando regolarmente con riviste accademiche e scientifiche come LEA, Rivista di Letterature Moderne e Comparate, Studi Germanici.

212.O

Scheda tecnica

Formato
14X21 cm
Pagine
224
ISBN
978-88-32043-43-3
Prima edizione
2020

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